Welcome to the new Pornoguerrilla 1


Ciao a tutti i nostri cari lettori superstiti. Rieccoci!

Si, siamo stati sfuggenti, latitanti ma non inattivi. Ci hanno bloccato il nome a dominio del blog “pornoguerrilla” e abbiamo un po’ trascurato la rubrica su Milano X, abbiamo completamente rinnovato il sito rosariogallardo.com, dopo averlo tenuto per mesi quasi spoglio, e non proponiamo performance live da parecchio tempo, ma abbiamo covato il nostro uovo e il pulcino è nato.

E’ lui, il nostro libro: “Estasi dell’Osceno” edito Malatempora, Golena.

Quindi rieccoci qui a fare un punto della situazione, a ricollocarci in qualche maniera, a domandarci chi siamo e perché. E visto che siamo soli, inediti e avanguardia ci diamo delle definizioni innanzitutto attraverso quello che facciamo, poi tramite ciò che immaginiamo di essere e in fine a secondo di ciò che dicono di noi.

In questi lunghi mesi di penombra ci siamo a lungo interrogati sulla nostra presenza nello spettacolo del web.

Chi ci conosce sa che la nostra produzione è pornografica per principio. Non seguiamo logiche di mercato perché non siamo inseriti in nessun mercato. Il novanta per cento delle spese di produzione sono a carico nostro e solo il dieci per cento è coperto da donazioni di fan, rimborsi o premi assegnati da quelle poche entità culturali che offrono sostegno agli artisti che osano non evirare il loro linguaggio espressivo dell’uso estetico della pornografia.

Godere del potenziale estetico del linguaggio pornografico non significa affatto desessualizzare la pornografia. Anzi, risessualizzare l’esistenza è, per noi, un’urgenza politica. Quindi per noi il godimento estetico e sessuale sono correlati, ecquivalenti, sfumature dello stesso anelito alla conoscenza e alla rivelazione.

Quello che però va notato è che il “che cosa sia” la sessualità non è sempre chiaro: in molti associano alla sessualità un patrimonio negativo di memorie non sempre personali e spesso tendenziose ed ossessive, infatti creare spazio per fare una cultura sulla sessualità è un’urgenza!

Noi siamo convinti che la radicalità in ambito intellettuale e creativo sia quanto meno basilare. Quindi si, ci accolliamo tutto il fardello che chi fa pornografia è costretto a portare, anche se non siamo parte di quel  discorso in senso classico.

Qui, in questa nuova visione gallarda ci piacerebbe poter tirare le fila di un discorso che coltiviamo da decenni. Ci piacerebbe raggruppare un po’ tutta la nostra produzione. D’altro canto ci siamo resi conto che non tutto è per tutti, anzi, quasi nulla lo è. Quindi stiamo escogitando una qualche differenziazione per gli accessi. Una parte del nostro materiale per tutti e un’altra solo per i più convinti sostenitori…

Ci interroghiamo spesso sul ruolo del pubblico, sul senso della gratuità nella trasmissione di un ideale come sulla necessità di non svalutare il lavoro d’arte e produzione creativa. Così come sui nessi tra sesso, arte e politica.

Ci piacerebbe rendere accessibile ai nostri utenti tutta una serie di riflessioni e materiali innanzitutto funzionali alla sacrosanta risessualizzazione del proprio quotidiano. Così come alla possibilità di rigenerare il concetto stesso di sessualità, rendendolo più positivo e meno strumentalizzato dalle dinamiche di addomesticamento e allevamento delle masse produttive. In molti rinunciano a una sessualità partecipata, estesa e condivisibile pur di liberarsi del conseguente bagaglio di ansia che spesso sembra coincidere col sesso stesso. Altri piegano il loro anelito sessuale a una serie di meccaniche facilmente relegabili nelle sfere più umili e umiliate della propria scala di valori. Noi crediamo che si possa vivere tutti meglio dando un posto diverso e una valutazione morale diversa al sesso.

Può mai essere che scopare (e farsi guardare scopare) abbia un peso politico? Può davvero essere uno strumento di cambiamento sociale, di rivoluzione culturale? Proprio quella cosa sporcacciona? …Proprio quello che non si fa?

 

Condivisioni 26

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Welcome to the new Pornoguerrilla