Pratica anale – “Buttamelo a culo, papi” is the new “Ciao”


L’ASCOLTO STA NELLA SCELTA DELLE PAROLE

Quali sono le caratteristiche di un rapporto anale gratificante?
La pratica anale è una sicura contraccezione, aiuta la socializzazione e tiene lontani dagli psicofarmaci, ma è un fatto che non tutto il sesso è ugualmente gratificante.  Ma le variabili non sono riducibili a una mera questione di sentimenti e predisposizione emotiva  né, tanto meno,  dipendono da questioni morfologiche come la dimensioni del pene. Con questo non voglio dire che non esistano dimensioni preferite e stati d’animo elettivi ma che a seguito di un’esperienza ultra ventennale e molti scambi culturali con altri praticanti abbiamo concluso che oltre qualunque preferenza esiste una caratteristica che può fare la davvero la differenza tra una penetrazione anale memorabile e una da dimenticare. Questa qualità è l’Ascolto.
Innanzitutto però vorrei spendere due parole sulla necessità di “trovare le parole”. Le parole giuste e non i nomignoli, le allusioni,  le parafrasi e le frasi fatte per parlare in intimità, ma anche in amicizia, di quanto possa essere piacevole prenderlo nel culo e tutto il resto. E quando parlo di parole giuste non intendo i termini medici, come se di “certe cose” avesse senso e correttezza parlarne solo col ginecologo o con il sessuologo. Un’esperienza che possiamo descrivere è un’esperienza che possiamo comunicare, sulla quale possiamo confrontarci, quindi trasmettere e condividere.  Nominare gli aspetti di qualcosa, trovando le parole che ne descrivano le reali caratteristiche e le differenze, significa darsi maggiore libertà di espressione; una percezione che non può tradursi in linguaggio rimane nella sfera dei fantasmi e, pur facendo parte della realtà, non è un luogo in cui la nostra coscienza personale né la nostra volontà sociale può realizzarsi a pieno. Nella sessualità vi è sia una espansione della propria coscienza che un’espressione profonda della volontà sociale, quindi poter argomentare ed esprimersi è basilare. La mia conversazione non è sul piano medico perché non parlo né di malattie né di prevenzione a queste, qui non ci sono professorini né camici bianchi a esorcizzare l’ansia. Piuttosto mi piace pensare di muovermi su un piano letterario, dove il colore dei vocaboli ha tutto il suo patrimonio fatto d’usi stratificati e funzionali sul piano emotivo. Parliamo per capire ma anche per godere dell’esperienza comunicativa. Nel sesso è come per la cucina: ti puoi anche leggere l’articolo dello chef stellato e fare una visita dal dietologo, ma poi alla fine ciò che conta è come è andata tra te e i fornelli, cosa ti fa venire l’acquolina in bocca, cosa puoi ordinare al ristorante.  Eppure fatto sta che i link di cucina sono clickatissimi, quanto meno per farsi un’idea, per trovare le parole e qualche buona strategia, ma spesso anche solo per solleticare l’appetito prima di andare a fare la spesa.  E quindi l’acqua la chiameremo acqua e non H2O così come il liquido seminale lo chiameremo sborra e via dicendo.

LA NATURA DELL’ANO IN GENERE

Il coito anale è  una pratica sessuale basilare, ma è stata spesso spacciata come “contro natura” attraverso una millenaria propaganda moralistica, in particolare se il culo che riceve non è quello di un maschio.  Una donna che si lascia scopare il culo si mostra passiva e dominata e per questo è virtuosa, un uomo in condizioni analoghe è un femminello quindi non degno di rispetto.  Le prime solleticano fantasie non sempre confessabili, ma  i secondi evocano un desiderio che per alcuni uomini è costato la morte. La pratica anale è talmente importante che nel suo essere negata può diventare un’ossessione. Molti sono stati vittima della violenza inflitta da sconosciuti, colpevoli solo di portare su di se l’idea del piacere anale. Forse è un’anelito a reintegrare nel profondo anche la propria femminilità o forse tutta questa assegnazione di atteggiamenti di genere è una sovrastruttura molto superficiale, fatto sta che la voglia di culo può far uscire pazzi.
Ragioniamo quindi sui motivi per cui alcune organizzazioni sociali (tendenzialmente regimi  come totalitarismi e religioni monoteiste) hanno ritenuto opportuno cercare di sradicare pratiche sessuali che non implicano la procreazione come la penetrazione anale. Innanzitutto vuol dire ragionare sulla volontà di finalizzare l’impulso sessuale a una funzione procreativa, portandola verso una meccanicizzazione: impulso uguale coito, coito uguale possibile procreazione, in controtendenza con le molteplici variabili che costituiscono la risposta all’impulso sessuale. In un periodo in cui gli uomini erano pochi e con vita più breve, costituendo la maggiore ricchezza in quanto  manodopera indispensabile (eserciti, schiavi, agricoltori, ecc) c’era la necessità di intensificarne la produzione. Inoltre vi è quel piccolo problemino della mentalità: è innegabile il legame tra il culo stretto e l’autocontrollo, si parte dal controllo degli sfinteri e si arriva alla metafora della scopa nel culo. In molte comunità animali la penetrazione anale praticata o anche solo allusa è strettamente legata ai rapporti gerarchici, pare anche che lo stupro (anche anale) sia stato in un tempo remoto (con molti revival) una pratica codificata di dominio. Ma sarebbe anche ora di fare un avanzamento qualitativo sul piano esistenziale. Mai come adesso è urgente riscoprire una sessualità integra: l’istinto sessuale e la cultura erotica sono costitutivi della civiltà e rispondono a esigenze sociali e personali che vanno ben oltre la procreazione. E dovremmo anche abbandonare l’educazione di massa attraverso lo strumento della repressione e coercizione sessuale, perché siamo in tanti, anzi siamo troppi e troppo ciechi, compulsivi, distruttivi, meccanici.
La penetrazione anale è la pratica che per eccellenza va oltre le distinzioni di genere, tutti abbiamo l’ano che può essere penetrato da un fallo autentico o fittizio così come dalle dita o dalla mano o da un piede, (quasi) tutti possediamo una mano, quindi la penetrazione anale è praticabile da chiunque, perfino da soli con l’autostimolazione.

PROVARE PER CREDERE

La prima volta che lo presi a culo vi salii sopra a smorza candela, per infilarmelo piano piano, seguendo i miei ritmi, dopo averci sputato sopra con abbondante saliva. Avevo già diciannove anni e praticavo sesso “canonico” da un po’, eppure fu come se quella fosse la mia prima penetrazione. Non solo mi stupì il fatto di poter essere così profondamente penetrata, la cosa più sorprendente è stata l’esperienza emotiva. Fu come se mi si allargasse lo stomaco, il diaframma, la gola, il cuore e la mente, tutte le tensioni si allentarono, mi si distese la fronte come se avessi ricevuto l’assoluzione da tutti i peccati mentre le mie angosce esistenziali si dipanavano assieme alla paura di ritrovarmi spaccata in due. Così mi accesi una sigaretta guardando negli occhi l’uomo che amavo e che amo tutt’oggi, seduta beata sul mio trono, l’unico vero trono che può fare di un uomo un imperatore. Io imperavo grazie al potente scettro che era al mio servizio, che mi teneva su impalata. Da allora la penetrazione anale è per me una pratica quotidiana, in questo modo curo i miei nervi, oriento in maniera funzionale i miei stati psichici e pianifico la mia attività procreativa senza danneggiare la mia salute né diminuire il mio piacere. Farlo di culo non è quasi mai come nei film porno americani dove l’ano delle attrici è già dilatato e serve stantuffare per ore; quando non si sta scopando per gli spettatori è tutta una cosa diversa. Per quanto riguarda scopare col culo secondo noi è fondamentalmente una questione di ascolto.
Quando parliamo di ano parliamo di un complesso molto articolato di apparati muscolari che tra ano, retto, sfinteri, perineo, ma anche osso sacro, muscolatura dell’anca, zona pelvica e via dicendo, coinvolge tutta una sfera di articolazioni nervose direttamente correlate sia a stati emotivi che a meccaniche non del tutto volontarie (nel caso femminile, buona parte di queste  innervazioni partono dalla clitoride). Per farla semplice l’ano si contrae e decontrae a secondo degli stimoli fisici diretti e indiretti così come mentali. La penetrazione è come un massaggio, mano mano che l’oggetto si fa strada nel corpo la zona anale innesca piccole contrazioni che possono trasformarsi in violenti spasmi e irrigidimento, in questo caso la penetrazione diventa difficoltosa e molto dolorosa. Chi penetra deve necessariamente rimanere in ascolto del movimento dell’ano, del respiro e delle alterazioni in atto in tutto il corpo del ricevente. Aspettare e se necessario ritrarsi. D’altro canto un giusto movimento, delicato e ritmico, è capace di trasformare paura e diffidenza in appetito. Questo genera delle vibrazioni concentriche che attivano un movimento di risucchio, a questo punto la penetrazione è gradevole e spesso viene il desiderio di riceverne di più o con sempre maggiore intensità. Ma è necessario rimanere in ascolto di eventuali necessarie alterazioni, altre pause o intensificazioni. L’ascolto è sicuramente una predisposizione ma si può anche imparare. Avviene innanzitutto di pancia, a pelle, ma anche parlarsi è sicuramente uno strumento indispensabile, soprattutto quando non si sta praticando con un partner abituale. E’ utile lubrificare e proteggere dal rischio di contagi in quanto è una pratica ad alto rischio per le malattie veneree proprio perché nella stimolazione è normale che si generino microtraumi. Le pratiche penetrative dell’ano non portano emorroidi e anzi le prevengono, avere piccole perdite di sangue dopo stimolazioni forti non significa essersi fatti male. Questo discorso però vale solo se parliamo di pratiche durante le quali il piacere è seguire la dilatazione dell’ano. Nel momento in cui si usano droghe che alterano di parecchio la percezione del dolore e l’allarme, o si sta deliberatamente cercando dolore, è possibile superare il limite e quindi farsi male. Personalmente, sentirmi il culo sfondato il giorno dopo una gran scopata di gruppo, sotto anfetamina, mi ha sempre riempito di gioia. Ma è anche vero che non ho mai dato il culo a persone con cui non avevo molta confidenza, fiducia e un’ottima comunicazione. Nel mio culo entra solo chi so che sente e rispetta ogni mia piccola variazione d’animo o esitazione repentina. Le persone dovrebbero imparare a frequentarsi l’un l’altra attraverso sessioni di reciproca stimolazione anale, solo così si può davvero insegnare rispetto ed ascolto.

GRAZIE A MADRE NATURA, C’E’ MOLTO DI PIU’ IN CIELO E IN TERRA CHE SUI MANUALETTI DELL’UNIVERSITA’

Tutt’oggi vige un regime oscurantista di stampo antiereticale e inquisitorio, nel quale invece della voce di Dio, si invoca la sua nemesi che ha finito per incarnare il medesimo ruolo assolutista e dispotico del grande capo: la scienza. Che poi, sotto la ragione assoluta della scienza, si confondono fitte reti commerciali e morali che nascondono, sotto gli occhi di un popolo sempre più avvezzo all’ignoranza e alla delega, interessi economici dietro lapidarie affermazioni “mediche”. Ebbene, questa Scienza non ha ancora avuto il tempo di dare un canone esaustivo riguardo il piacere sessuale e l’orgasmo, fenomeno che solo fino a ieri era ritenuto secondario o comunque finalizzato alla riproduzione e basta. All’epoca di mia nonna di piacere sessuale non se ne parlava e a quella di mia madre in molti pensavano che fosse una realtà solamente maschile. Le donne a cui piaceva scopare erano evidentemente affette da un morbo catalogato con zelo dagli scienziati; del resto ancora oggi qualcuno ritiene malati (scientificamente parlando) omosessuali ed erotomani, eiaculatrici e feticisti. Tra malati e sporcaccioni l’orgasmo è ancora oggi un argomento relegato alle frivolezze. Inoltre sembra essere stato dimenticato che analizzare scientificamente un evento descrivendolo sul piano anatomico, biologico o chimico, non significa necessariamente averlo “spiegato” con occhio oggettivo, né tantomeno aver risposto alla domanda esistenziale implicita. L’approccio scientifico è uno strumento molto utile se, e solo se, non cerchiamo di usare un megafono per camuffare la voce di un uomo, con tutto il suo bagaglio storico e in piena ricerca, con la voce di un Neo-Dio. Ma per i fanatici della Pop-scienza è rassicurante sapere che oggi c’è chi ha rivelato che un orgasmo produce alterazioni su larga scala nel cervello, nel sistema immunitario. Alterazioni in tutto il corpo, sia di natura elettrochimica che vibrazionale, suggeriscono che l’orgasmo non “serve” solo a fare figli. Memori del fatto che l’uomo esiste da molto, ma molto più tempo del nostro sistema scientifico e dei monoteismi con le loro manipolazioni sugli usi sessuali, è giusto notare che molte persone hanno orgasmi mentre lo prendono a culo. Checché ne dica il manuale del buon sessuologo della mutua il piacere sessuale non è una funzione di certi organi preposti e basta, ma è un fenomeno che può verificarsi in luoghi che secondo il medico non sarebbero lì per quello scopo. Riguardo il buco del culo non siamo certo di fronte a grandi sorprese, di culo scopano in tanti, ma tanti, e da quando c’è memoria del mondo è sempre piaciuto a maschietti e femminucce. Quindi si, scoprendo l’acqua calda vi rivelo che si possono avere orgasmi anali. Innanzitutto parliamo di piacere localizzato proprio nella zona dell’ano e del retto, tutte le fasce muscolari coinvolte entrano in vibrazione culminando nel classico spasmo orgasmico. Inoltre io ho la buona abitudine di accompagnare le sessioni penetrative anali quanto vaginali con la masturbazione della mia clitoride. Masturbarmi la clitorde non solo mi porta ad avere anche orgasmi clitoridei nel contempo di quelli anali/perineali, ma mi aiuta notevolmente a rilassarmi per predisporre la muscolatura anale all’accoglienza.
Quando si fanno pratiche anali è possibile entrare in contatto con materia fecale e, se è una eventualità che può rovinare la vostre predisposizione, potete cercare di prevenire praticando lavaggi del retto o clisteri. E’ comunque buona norma svuotarsi prima di praticare una penetrazione ma è anche vero che, se invece piace a entrambi il coinvolgimento della tematica scat, non ci sono controindicazioni reali nel praticare anal pucciando pene/dildo/dito nella cacca. Questo potrebbe irritare ulteriormente le zone coinvolte è quindi necessario lavarsi bene dopo, piccole lesioni guariscono naturalmente grazie a un’igiene regolare.
Le prime volte in cui si pratica penetrazione o stimolazione anale può essere utile verificare con particolare cura lo stato igienico e l’integrità della pelle, usando sapone neutro e un po’ di creme come quelle che si usano sul culetto dei bambini. Se si mantiene dentro lo sperma questo può in breve darvi lo stimolo della defecazione. Non è necessariamente vero che l’ano si dilati, una pratica anale (non performativa) quotidiana non porta prolassi né difficoltà a tenere tonica la zona, anzi, costituendo una sorta di massaggio la zona si mantiene giovane e reattiva. E’ anche vero che forse si può distinguere tra cazzi adatti all’ano e cazzi adatti alla fica a secondo delle dimensioni. Ma conosco persone che prendono nel culo enormità e poi dopo è come se niente fosse. Se inserite oggetti o dita è meglio usare una guaina per proteggersi da eventuali spigoli, zone ruvide o scorie, la zona rettale è più complessa di quella vaginale proprio perché ci passa la cacca. Anche lo spigolo di un’unghia corta può portare lacerazioni e, se escoriazioni sull’ano guariscono presto, il retto può impiegarci qualche giorno in più. Ma tra amanti esperti lacerarsi è solo un sintomo di grande passione, riservata alle grandi occasioni.
In molti mi chiedono indicazioni su come praticare per la prima volta con la propria fidanzata (coppie etero), vedono la pratica nei film ma poi non sanno bene come fare. Come sempre tutto è innanzitutto nella testa. Sono certa che la componente del sacrificio, così tipicamente femminile (ma non come prerogativa di genere), sia fondamentale ma che non basti, non solo perché non è tutto sacrificio questo offrirsi di culo, ma anche perché se si sta troppo concentrati sul “lo faccio per te” potrebbe prevalere la paura. La paura tiene il culo stretto e rivelerà cose che non volete sapere sul vostro romantico rapporto d’amore. Dare il culo come pegno e in sacrificio è certamente una via d’accesso verso un piacere che dilata e supera ogni nostra aspettativa ma è una capacità complessa di chi si predispone a una rapporto di dominazione. Non tutte le coppie vanilla al primo approccio riescono a fare il salto e possono incontrare deludenti ostacoli. Nel caso siate una coppia vanilla senza legami forti sul piano della dominazione vi consiglio di tentare l’approccio tantrico, metterla giù con calma come fosse un massaggio e fare molti tentativi. Se invece avete un rapporto forte già predisposto alla dominazione e prostrazione, praticare l’anal sarà il coronamento dei vostri sogni più profondi, ma mai come in questo caso l’ascolto è prioritario. Come sempre del resto. Tenete presente che un culo che si ammorbidisce fa godere di più, se non sapete cosa fare state lì dove siete, non fate. Ascoltare il respiro del partner è fondamentale, assicuratevi che la sua sofferenza sia sofferenza di piacere e non frutto di uno spasmo sgradevole. L’ho già scritto ma è utile ribadire che col culo è importantissimo comunicare, quindi parlatevi. Dite: “Ora si”, “Fermo”, “Posso?”, “Più forte”, “Più piano”. Molte persone usano anche frasi più cariche di tematiche sessuali come “Sfondami il culo” o “Ora ti spacco il culo”. La testa e il culo sono fortemente correlati; così come allargare il culo alleggerisce il cuore e rende lucido il pensiero così anche la predisposizione mentale ed emotiva fa la differenza tra una bella esperienza e una meno bella. Ma, per quanto io sia di malumore, se uno mi scopa bene il culo finisco sempre per riprendermi del tutto. Se non sai chi è nato prima, se l’uovo o la gallina, il mio consiglio è di procurarsi una bella inculata e ripartire da lì, del resto qualunque gallina lo sa che senza slargarsi il culo la giornata non inizia bene.
La mia posizione preferita per prenderlo a culo è la pecorina, cioè io carponi e lui dietro che spinge stando in piedi, in ginocchio, metà e metà, anche dall’alto verso il basso eventualmente. Ma ammetto che anche a smorzacandela dando le spalle al mio partner e puntando i piedi e non le ginocchia non è affatto male, meglio se la superficie dove appoggiamo è dura quanto basta da non farmi affondare mentre mi spingo su e giù.
Può capitare che subito dopo un orgasmo le contrazioni nella zona dell’ano ingombro di un pene non ancora scarico risultino spiacevoli. In generale suggerisco sempre pausa durante l’irrigimento e affondo nei momenti di dilatazione, ma avendo solo un culo non mi sento di generalizzare; fatto sta che un orgasmo sincrono è sempre il top, anche se affonda nello sfintere.

Baci e abbracci! 😉

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