Gli Standard della splendida comunità di Facebook

Questo testo appare ogni qual volta viene rimossa da Facebook un’immagine considerata inadatta per i motivi sopra elencati. Segue quindi un blocco parziale del profilo, che lo riduce alla sola lettura.

Analizziamo insieme il significato di questo testo.
Si parla di “immagini di nudo”, “alcune descrizioni di atti sessuali” e in fine a “contenuti creati in modo digitale” per i quali si applica una diversificazione riguardo i fini del contenuto. Infatti i contenuti digitali. se considerati dagli addetti impiegati finalizzati a scopi educativi, umoristici o satirici, sono esclusi dall’epurazione.
Tra i materiali destinati alla rimozione si indicano contenuti che “promuovono la violenza”, lo “sfruttamento sessuale”, “le richiesta di materiale a sfondo sessuale”, “qualsiasi contenuto sessuale relativo a minorenni”, “le minacce di condivisione di immagini intime e le offerte di servizi sessuali”. In fine si avverte che nel caso opportuno verranno fatte segnalazioni alle forze dell’ordine.
Quindi abbiamo delineato un oggetto specifico che verrà censurato: il nudo. Fatta eccezione per quel nudo realizzato in modo digitale e la cui connotazione sessuale è evidentemente sostituita da uno scopo didattico, umoristico, satirico.  Poi segue una serie di intenzioni legate alla violenza, all’abuso e alla prostituzione che infatti è sempre intesa come sfruttamento e non libera professione.
Riduciamo quindi all’osso le analogie di concetto: Il nudo è sempre sessuale, a meno che non sia posticcio e nel contempo faccia ridere di se, denigri se stesso o voglia insegnare qualcosa tipo in stile medico. Inerente al nudo, al sesso imprescindibilmente correlativo e alle richieste di materiale di questo tipo, abbiamo le minacce, la violenza, lo sfruttamento, le offerte di servizi sessuali.
Vediamole come un quadro o una poesia: Nudo, comico, sesso, ridicolo, verrai educato. Sesso è violenza e sfruttamento, è pedofilia e prostituzione. Verrai arrestato.

Il nostro corpo è un reato e non è nemmeno possibile presentare una prova per una tesi contraria. Se fosse creata un’intelligenza artificiale a partire dai valori espressi da Facebook, che al momento è uno dei maggiori colossi del web, questa ci considererebbe orribili delinquenti in quanto entità corporee. In questo testo non è contemplata alcuna possibilità d’esistenza per una nudità condivisa con scopo non esplicitamente sessuale né tanto meno per uno scambio erotico che non presenti caratteristiche estremamente negative. Chiunque abbia seguito la questione sulla censura di Facebook sa, infatti, che le immagini censurate sono anche opere d’arte classiche e di cultura generale. In effetti è difficile assegnare una codifica oggettiva di cosa ispiri sesso alla gente, quindi la presenza di capezzoli e genitali sono automaticamente sinonimo di ingaggio sessuale e di seguito ne viene che qualunque ingaggio sessuale è abuso, violenza e prostituzione. Quindi sulla piattaforma social più popolare al mondo non è previsto che avvenga alcuno scambio erotico piacevole e condiviso. L’essere umano, visto da Zuckemberg merita di stare al guinzaglio corto e, in pieno stile orwelliano, si controlla da se attraverso la reciproca delazione.

LE TATTICHE DI PORNOGUERRIGLIA DI ROSARIO GALLARDO

Uno di questi delatori, me la immagino tondetta, guancette sode e cintura rossa attorno ai fianchi, ha denunciato un nostro link nella nostra pagina Facebook. Attraverso quel link non vendiamo marchette, cosa in cui non vedrei comunque nulla di male, ma è una recensione del nostro libro, cosa che dovrebbe essere ancora legale scrivere e divulgare. Nella recensione sono pubblicate alcune immagini di me, che sono maggiorenne, ho posato gratis e non ero nemmeno sotto minaccia. La censura che si pone al nostro materiale è una censura posta alla nostra esistenza, alla concezione di una nudità positiva, sessuale ma senza vittime.

La divulgazione di un immaginario allarmistico che associa il sesso all’abuso è dannoso sotto tutti i punti di vista e sta logorando le poche conquiste culturali che avevamo raggiunto con l’emancipazione dei costumi sociali degli ultimi decenni. Le campagne pubblicitarie e l’infoteinment hanno fatto fronte compatto e stagionalmente rilanciano memi forti. Questi rapidamente attecchiscono, come la campagna contro la pedofilia che dipingendo ogni conoscente come un potenziale pedofilo ha definitivamente messo agli arresti domiciliari i bambini e oggi la campagna contro la violenza sulle donne che sta dipingendo il maschio in quanto tale come un violento congenito in pieno stile lombrosiano. Non oso pensare a come questo peggiorerà ulteriormente il clima sociale fin dentro nella psiche di ogni famiglia. Del resto sono sempre le stesse persone, quelle che hanno immaginato ogni amico e parente molestare i loro figli e che oggi guardano mariti e figli maschi come stupratori fino a prova contraria, che denunciano le immagini di una performance pornoestetica su Facebook invece di bloccare o escludere il contatto. La gente che accetta la censura senza ribellarsi è complice del regime fascista e autoritarista che è in vigore oltre ogni confine nazionale.

ATTENZIONE!

Questo sito contiene immagini di nudo e di sessualità esplicita. Sei hai meno di 18 anni e/o questo tipo di materiale ti turba, vai altrove.