Ci hanno rubato Sandro, Sandro è vivo!

ATTENZIONE

ATTENZIONE! Vi aspettiamo in Sicilia per un festival d’arte pornografica a cura di Valentina Nappi e Monica Stambrini, ospiti del teatro Coppola. Per questa prima edizione di “Vieni! Catania PornFest” i Rosario Gallardo saranno parte della giuria del concorso cortometraggi.

Ma ora un minuto di silenzio per Sandro e speriamo si diverta lì dov’è!

sandro

60, 59, 58, 57…
A Losanna non ruberebbero nemmeno le caramelle a un bambino, ma Sandro è stato trafugato!
Lui è stato preso, tirato su, intascato, portato via. Era alla finestra del camper, faceva capolino, rosa come il culetto di un bambino, turgido come la giovinezza e, mentre ci barcamenavamo abbracciati a una troupe televisiva, è sparito.
Sandro è un pezzo di storia di Rosario Gallardo, se parlasse potrebbe raccontare la nostra intera esperienza performativa e gran parte delle cam più belle. Sandro è stato il dildo sul televisore per “L’essere Umano Perfetto”, la comunione al contrario in “Opera d’arte”, il fallo dell’”Italian double squirt”, il dildo per tre “Coin-op” su quattro e, anche quando non era in scena, veniva ovunque con me in valigia perché senza Sandro come faccio? Calco del cazzo di non so che famoso attore porno, l’avrò comprato circa una decina d’anni fa, investendo non poco, ed è sempre stato con noi fin dalla prima performance… Ma ora è stato preso!
Escludo che il pubblico della Fête du Slip sia così ingerente da optare per un dildo usato solo per risparmio, quindi ipotizzo altri due tipi di ratto: quello passionale e quello da collezionismo, o forse entrambi gli affari. Un collezionista tirchio e un feticista estremo, questo è l’identikit di chi ci ha rubato il cazzo! Trattatemelo bene, non gettatelo nell’immondizia quando vi sarete stufati di lui; eventualmente potreste, comunque, rispedirmelo indietro.

Saluti da Losanna

A parte questo rapimento, anche quest’anno il festival di Losanna ci ha accolto con trasporto, calore e generosità, offrendoci momenti di dialogo e confronto anche sulle tematiche spinose che il nostro film Cumper esime dal proporre.
La proiezione è avvenuta in due date, sempre sala piena, applausi, risate e domande. Sabato sera, sala grande, schermo gigantesco, con il nostro amico Hazbi, bellissimo, a presentarci, la RAI che filmava (vi faremo sapere quando andrà in onda lo show su di noi) e scrosci di applausi… Mi sono sentita davvero una star!
La seconda proiezione, di domenica mattina, è stata seguita da una talk con un pubblico vivo e attento. Le domande, in sintesi, sono state le seguenti:

“Perché, a fronte di tanti pompini, mancano leccate di fica?”

Rispondo qui per esteso a un quesito che accompagna (fin’ora ce l’hanno sempre posto, ad ogni proiezione pubblica) e caratterizza il nostro film sul piano etico. Nel film non si racconta altro che ciò che avviene, senza premeditazione. Infatti è un non-fiction, nessuna azione svolta è stata scritta. Ciò che avviene non è quindi né un manifesto né un’opinione ma crudi avvenimenti. Non abbiamo quantificato né pianificato le pratiche sessuali, quindi non seguiamo alcun criterio politico. Se non mi faccio leccare la fica né la lecco, è solo e unicamente perché non ne ho sentito necessità, non ne avevo voglia, non è capitato. Per un pubblico abituato e attento a una pornografia che propone pratiche sessuali “femministe” può sembrare un film “fallocentrico”, in realtà, chi conosce il lavoro di Rosario Gallardo (e, a nostro parere, anche chi guardi il film con un minimo di attenzione e senza preconcetti) sa che il topos è sempre il mio piacere, quindi il film racconta del mio piacere. E il mio piacere, durante le riprese di Cumper, ha fatto parecchio uso del fallo per liberarsi. Sul piano stilistico la narrazione e il film sono funzionali al mio godimento e non viceversa. Sul piano politico la scelta etica sta nel non giudizio del gusto sessuale né delle pratiche, siano queste considerate “maschiliste”, “femministe”, “feticiste”, “eteronormate”, “omosessuali”, “strane” o “stereotipe”, sarà mia cura non portare censura né gogna nelle dinamiche del piacere. La nostra etica si basa sul fondamentale “maggiorenne, consapevole e consenziente”, e sulla finalità di ogni nostro lavoro: il godimento dei protagonisti e non l’impiego di corpi per veicolare un concetto/profitto.
La seconda domanda non me la ricordo.
La terza è un’obiezione sulla traduzione del termine “sbarbine”.

ci piace!

“E i figli?”

Rispondo: “Bene, grazie!”. Poi vengo a patti e parlo del figlio grande, con cui sono al telefono nel film. Dico che abbiamo un buon rapporto, abbiamo una comunione di intenti, la sua ex ha anche scritto di noi su un giornalino romano, ma non lo coinvolgo in situazioni esplicite e in nessun trascorso sessuale. La questione “figli” è sempre di grande interesse, ma per rispetto del secondogenito che è ancora minorenne evito spesso di dargli spazio. Vi basti sapere che entrambi godono di ottima salute fisica e psicologica. La quinta domanda è stata su come abbiamo conosciuto i performer e a questa abbiamo risposto con aneddotiche esilaranti. Applausi, il resto della conversazione ha proseguito in privato fuori dalla sala.
Partecipare alla conversazione sulla sessualità e i suoi usi, sulla politica e la cultura, con un film è molto gratificante. Il luogo comune pretende che intorno ad un porno non si possa dire molto, ma i fatti dimostrano il contrario.
Con Cumper stiamo portando avanti molti temi forti, l’intimità sessuale che diventa legame affettivo, il sesso tra persone con vent’anni di differenza, il vendersi in cam facendo sesso con uno sconosciuto, il non nascondere il fatto d’essere anche una madre… Ma ciò che sta più di tutto emergendo è l’accusa di eteronormatività in relazione alle sessioni sessuali che si sono configurate. Questo apre un’ampia questione sul senso della libertà sessuale, sulla politicizzazione del sesso, sulla politicizzazione del porno. Sarebbe interessante fare una panoramica dei temi e dei trend predominanti, dei nuovi stereotipi e delle aspettative nei festival. Non a caso, in questa recensione di Michele Giordano su Nocturno.it, Cumper viene paragonato a un pornazzo anni novanta, oltre a venir notata la mia notevole gittata di squirt. L’autore dichiara che Cumper è stato l’unico film veramente porno del festival, sappiamo anche che ne è stata anche l’unica voce eterosessuale. L’unico obiezione che mi permetto di fare a Michele è che immaginare un post porno senza la produzione di Rosario Gallardo sarebbe un falso storico.

Le muse nelle tue mutande

Consapevoli che, nell’intenzione politica, l’istanza educativa e la foga di ribaltare un totalitarsmo culturale sta velocemente portando ad un analoga ortodossia, vogliamo concludere questo resoconto con un piccolo estratto da questa news:

[…] Cumper, film del regista italiano Rosario Gallardo, dove due coppie salgono su un camper con l’obbiettivo di scopare almeno una volta al giorno, invitando chiunque voglia unirsi a loro. Il risultato è una camera embedded nel caravan, dove l’esiguità del luogo sembra allargarsi a misura dei coiti, dove le risate della vorace Maria, mentre spruzza sulla faccia dei suoi amanti -sbalorditi e ilari- il suo getto eiaculatorio, sono talmente comunicative da costituire un manifesto, senza alcun discorso, senza alcuna volontà di dimostrare nulla che possa appesantirle.

la femme fontaine

CI VEDIAMO A CATANIA!

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