Lunedì Erotornado

Settimana scorsa abbiamo fatto mille avventure, ora ve ne racconto qualcuna.

Lunedì sera siamo stati alla mostra collettiva  “Erotornado”  in cui esponevano amici e conoscenti tra cui i fotografi Luca Mata e Marica Innocente, sottotitolo della mostra è “zozzi d’autore”. Essendo che, come sapete, io ci ho tutta una mia idea su cosa veicoliamo attraverso il discorso erotico e pornografico, farò la mia recensione.
Innanzitutto il posto era molto carino, bell’atmosfera, bella musica e bella gente. Tutto molto sexy, chic e giovane, una città come Milano dovrebbe inaugurare una mostra così almeno ogni quindici giorni.  Ma permettetemi di fare qualche critica… Chi mi consce sa che non ne risparmio nemmeno agli amici, anzi, agli amici ne faccio di più! Prima di tutto, però, devo dire che siete stati bravi a non aver usato la parola “porno” perché non c’era nulla né di pornografico né, tantomeno, di postporno in questa mostra. Fa così provincia sbandierare la parola “porno” a sproposito, come invece tanto spesso ho visto fare in altre occasioni! Ma, pur senza dover far parte di battaglie d’avanguardia, trovo che ci si sarebbe potuti spingere un po’ oltre non tanto nel quanto essere espliciti perché quella è una scelta di registro, quanto piuttosto emancipandosi almeno in piccola parte da certi canoni di bellezza che forse rendono tutto un po’ tanto già visto, sprecando, a mio parere, un così bello sforzo creativo. I soggetti erano quasi esclusivamente donne, giovani, magre, di quelle che vengono bene in foto anche un po’ da sole e dico “quasi esclusivamente” perché nella serie di Marica Innocente siamo apparsi anche io e Bruno.  E sono sicura di essermi sbagliata sulla disposizione delle opere, per un attimo mi è parso che esponessero i maschi nella sala principale  con le foto stampate e le femmine in un piccolo tunnel a lato, attraverso slide proiettate su un telo bianco. Ma non ho verificato, ero molto presa dal farmi i selfie con fan e vecchi amici. Con Bruno dicevamo appunto che il mondo dei fotografi non è il nostro, quella che abbiamo superato a seguito di lunghe conversazioni è proprio la dicotomia tra fotografo e modella, che invece si respira sempre così tanto tra i fotografi in genere. Avete presente quando tutti ci fanno la domanda “Perché vi chiamate Rosario Gallardo?” e noi raccontiamo la storia del rosario che è un oggetto di preghiera, così come riteniamo esserlo anche le nostre opere? Bene, la domanda interessante sarebbe “Perché avete scelto un unico nome per entrambi?” Perché volevamo sottolineare che noi siamo un’unità creativa e non un fotografo e una modella. Ancora oggi qualcuno è convinto che Rosario è il nome di un fotografo, anche se la maggior parte oramai pensa che Rosario sia una pornostar, e nessuna delle due è la verità. Ammetto che abbiamo voluto provocare scegliendo un nome proprio, e quindi singolare, proprio per poter biasimare entrambe le interpretazioni, stereotipe e banali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

ATTENZIONE!

Questo sito contiene immagini di nudo e di sessualità esplicita. Sei hai meno di 18 anni e/o questo tipo di materiale ti turba, vai altrove.